Archiviare file altamente sensibili in Cloud Storage utilizzando un approccio "Trust-No-One" in modo che il personale del provider non possa decifrarli. Cosa dovresti fare?
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Risposta corretta: Creare una chiave simmetrica con Cloud KMS, eseguire gcloud kms encrypt su ogni file usando AAD univoci, caricare i file crittografati con gsutil cp e mantenere gli AAD al di fuori di Google Cloud..
Perché questa è la risposta
Per un approccio "Trust-No-One", la crittografia lato client è essenziale. Creare una chiave simmetrica con Cloud KMS e crittografare i file localmente con gcloud kms encrypt garantisce che i dati siano già crittografati prima di raggiungere Cloud Storage. L'uso di Dati Autenticati Aggiuntivi (AAD) univoci per ogni file, mantenuti al di fuori di Google Cloud, impedisce a chiunque senza gli AAD corretti di decifrare i file, anche se avesse accesso alla chiave KMS e ai file crittografati. Caricare i file con gsutil cp li memorizza nello stato crittografato. Le altre opzioni non soddisfano completamente il requisito "Trust-No-One": Distruggere e ruotare la chiave KMS dopo il caricamento renderebbe i dati irrecuperabili. Le chiavi di crittografia fornite dal cliente (CSEK) offrono un buon controllo, ma archiviare la CSEK in Cloud Memorystore o in un progetto separato all'interno di Google Cloud non soddisfa il requisito "Trust-No-One" rispetto al personale del provider, poiché la chiave sarebbe comunque gestita all'interno dell'infrastruttura Google Cloud.
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