Configurare l'autoscaling per un pool di host multi-sessione di Windows 10 Enterprise per (a) distribuire nuove sessioni su tutti gli host in esecuzione e (b) aggiungere automaticamente un host quando le sessioni simultanee superano le 30 per host. Cosa si dovrebbe includere?
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Risposta corretta: un account di Automazione di Azure e l'algoritmo di bilanciamento del carico breadth-first.
Perché questa è la risposta
Per configurare l'autoscaling e la distribuzione delle sessioni come descritto, è necessario un account di Automazione di Azure. Questo servizio permette di eseguire script e runbook per automatizzare l'aggiunta o la rimozione di host in base a metriche predefinite, come il numero di sessioni simultanee per host. L'algoritmo di bilanciamento del carico breadth-first (ampiezza) è la scelta corretta perché distribuisce le nuove sessioni utente su tutti gli host disponibili nel pool, garantendo che ogni host riceva un numero simile di sessioni. Questo approccio è ideale per la distribuzione uniforme del carico e per attivare l'autoscaling solo quando la capacità complessiva del pool è prossima al limite. L'algoritmo depth-first (profondità) riempie un host prima di passare al successivo, il che non soddisfa il requisito di distribuire nuove sessioni su "tutti gli host in esecuzione". Un bilanciatore del carico di Azure non è direttamente coinvolto nell'autoscaling o nella logica di bilanciamento del carico delle sessioni utente di AVD, che è gestita internamente dal servizio.
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