Migrare un'applicazione aziendale on-premise a GCP con interruzioni minime per gli utenti e regole rigorose di archiviazione delle password. Quale approccio di autenticazione dovresti usare?
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Risposta corretta: Federare l'autenticazione tramite SAML 2.0 all'Identity Provider esistente.
Perché questa è la risposta
Federare l'autenticazione tramite SAML 2.0 all'Identity Provider (IdP) esistente è la soluzione migliore perché consente di mantenere le password on-premise, soddisfacendo i requisiti di archiviazione rigorosi e minimizzando le interruzioni per gli utenti. Gli utenti continueranno a usare le loro credenziali aziendali esistenti, senza doverle modificare o sincronizzare. Usare G Suite Password Sync replicherebbe le password in Google, violando le regole di archiviazione. Eseguire il provisioning degli utenti con Google Cloud Directory Sync sincronizza solo gli attributi utente, non le password, e non risolve il problema dell'autenticazione. Chiedere agli utenti di impostare una nuova password Google causerebbe interruzioni significative e non garantirebbe la conformità con le regole di archiviazione delle password aziendali.
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