Rileva ed etichetta le immagini del profilo utente inappropriate al momento del caricamento, mantieni l'orchestrazione semplice e consenti di aggiungere/rimuovere passaggi di elaborazione (filigrana, compressione) in seguito. Cosa dovresti fare?
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Risposta corretta: Salva i caricamenti in un bucket Cloud Storage; crea un trigger Eventarc dal bucket a un ricevitore di eventi Workflows su nuovi oggetti; implementa un'orchestrazione Workflows che invoca più Cloud Functions che chiamano la Vision API..
Perché questa è la risposta
La soluzione corretta sfrutta Workflows per l'orchestrazione e la flessibilità. Salvando i caricamenti in Cloud Storage e utilizzando Eventarc per attivare un flusso di lavoro, si ottiene un'orchestrazione chiara e la possibilità di aggiungere o rimuovere facilmente passaggi (come la filigrana o la compressione) invocando diverse Cloud Functions. Questo approccio disaccoppia i passaggi, rendendo il sistema scalabile e manutenibile. Le altre opzioni sono meno ideali: La prima opzione, con il server backend che recupera ogni immagine, introduce un collo di bottiglia e non è event-driven, rendendo l'orchestrazione più complessa e meno scalabile. La seconda opzione, con Cloud Functions che chiamano direttamente Cloud Run, è possibile ma meno flessibile per l'orchestrazione complessa e l'aggiunta/rimozione di passaggi rispetto a Workflows. La terza opzione, con Pub/Sub e GKE, è valida per microservizi distribuiti ma introduce una complessità maggiore (gestione di GKE) rispetto a Workflows per l'orchestrazione di compiti specifici, soprattutto se i passaggi sono relativamente semplici e stateless.
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