Un'azienda sta migrando le integrazioni di dati ad Azure. L'azienda dispone di: (a) decine di pacchetti SSIS esistenti che devono essere migrati con modifiche minime; (b) nuove trasformazioni cloud-native che utilizzano flussi di dati di mapping; (c) connettività sicura a Oracle on-premise tramite un firewall. Si prevede di orchestrare con pipeline di Azure Data Factory. Quali due integration runtime è necessario predisporre?
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Risposta corretta: Self-hosted integration runtime per la connettività sicura alle origini dati on-premise, Azure-SSIS integration runtime per eseguire pacchetti SSIS esistenti in Azure.
Perché questa è la risposta
Per gestire i pacchetti SSIS esistenti con modifiche minime, è necessario un Azure-SSIS Integration Runtime (IR). Questo IR è un cluster di macchine virtuali gestite che esegue i pacchetti SSIS in Azure, consentendo la migrazione "lift-and-shift". Per la connettività sicura a Oracle on-premise attraverso un firewall, è indispensabile un Self-hosted Integration Runtime. Questo IR viene installato su una macchina on-premise e agisce come un gateway sicuro, consentendo ad Azure Data Factory di accedere alle risorse locali senza aprire porte in entrata nel firewall. Le nuove trasformazioni cloud-native con flussi di dati di mapping sono gestite dall'Azure Integration Runtime predefinito, che non richiede una configurazione aggiuntiva specifica. Un cluster Azure Databricks non è un Integration Runtime per le pipeline di Data Factory, ma una risorsa di calcolo per l'elaborazione dei dati. Il Catalogo SSIS su SQL Managed Instance richiede comunque un Azure-SSIS IR per l'esecuzione dei pacchetti.
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