Un cluster HPC da 100 nodi in una VPC esegue molte query DNS per RDS, S3 e risorse on-prem accessibili tramite Direct Connect. Il cluster può scalare di 5-7 volte durante i picchi di eventi. L'azienda utilizza attualmente due istanze EC2 come server DNS della VPC che inoltrano le query al resolver della VPC e al DNS on-prem. Le query DNS dai nodi per risolvere gli endpoint RDS e S3 falliscono. Quale modifica architetturale fornisce la soluzione DNS più scalabile?
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Risposta corretta: Creare endpoint in uscita di Route 53 Resolver. Creare regole di Route 53 Resolver per inoltrare le query ai server DNS on-premise per i nomi di dominio ospitati on-premise. Riconfigurare i nodi del cluster HPC per utilizzare il resolver VPC predefinito invece dei server DNS basati su istanze EC2. Terminare le istanze EC2..
Perché questa è la risposta
L'opzione corretta offre la soluzione più scalabile e gestita. Utilizzando il resolver predefinito della VPC (169.254.169.253), i nodi HPC beneficiano della scalabilità automatica e dell'alta disponibilità di Route 53 Resolver, eliminando i colli di bottiglia delle istanze EC2. Gli endpoint in uscita e le regole di Route 53 Resolver gestiscono in modo efficiente l'inoltro delle query per le risorse on-premise, garantendo che solo le query pertinenti vengano inviate tramite Direct Connect. Le opzioni che si basano su istanze EC2 per il DNS non sono scalabili, richiedono gestione manuale e possono diventare un collo di bottiglia durante i picchi. L'opzione con endpoint in entrata non risolve il problema delle query per RDS e S3 che falliscono e sposta la complessità sul DNS on-premise.
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